BASE PROGETTI PER L'ARTE

BASETOOLS / KAMILIA KARD

BaseTools – video installation program

Domenica 1 Marzo 2026: Kamilia Kard

Ciclo BaseTools
Via Palazzuolo N.87 A/R, Firenze

Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce nel percorso di riflessione sul concetto di comunità e di creazione di appartenenze, ma anche sull’idea di rigenerazione e riqualificazione di aree urbane per mezzo dell’intervento dell’arte.

Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce in un percorso di riflessione sul concetto di comunità e sui processi di costruzione di un senso di appartenenza, affrontando al contempo i temi della rigenerazione urbana e della riqualificazione dei territori attraverso l’intervento artistico.

Il programma prevede una serie di proiezioni video concepite come eventi singoli e site-specific, ciascuna accompagnata dalla presentazione di un manifesto realizzato appositamente per l’occasione. Ogni appuntamento sarà pensato come un momento autonomo e temporaneo, capace di attivare, di volta in volta, una diversa configurazione dello spazio, in dialogo con il contesto e con le pratiche degli artisti invitati, proponendo al contempo una riflessione critica sul formato espositivo tradizionale, oggi spesso ridotto a un’esperienza concentrata nel solo momento dell’opening.

Il progetto, nel mese di febbraio, coinvolge artisti che lavorano sul rapporto tra immagine in movimento, spazio sociale e costruzione di comunità. Le opere selezionate affrontano temi legati alla trasformazione dei territori, alle economie dell’attenzione e alle forme di relazione che attraversano oggi quegli spazi considerati di confine o liminali. Accanto alle proiezioni, un manifesto – prodotto per ciascun evento – fungerà da traccia visiva e concettuale del progetto.
Nella nuova dimensione itinerante di Base / Progetti per l’arte, ogni appuntamento attiverà una relazione differente tra video, spettatore e spazio, evidenziando il carattere processuale dell’iniziativa e la sua natura di piattaforma aperta. Con questo nuovo capitolo di BaseTools, Base prosegue la propria ricerca sulle pratiche artistiche come strumenti di relazione, formazione informale e costruzione di reti, riaffermando il ruolo dello spazio non profit come laboratorio attivo di confronto tra artisti, pubblico e città.

Kamilia Kard, per BaseTools, presenta due opere strettamente connesse, entrambe dedicate a esplorare la complessa relazione tra piante, esseri umani e intelligenza artificiale, mettendo in luce dinamiche di seduzione, manipolazione e tecnofobia. Death Potion è un video in cui fiori modellati in 3D danzano all’unisono su una musica ipnotica e al tempo stesso gotica. L’opera fa parte della serie performativa del 2024 HERbarium – Dancing for an AI, che indaga i temi della tossicità, del femminile e dell’intelligenza artificiale, costruendo un immaginario in cui l’organico e il digitale si intrecciano in una coreografia ambigua e perturbante. Con l’opera interattiva A Rose by Any Other Name (2021), l’artista realizza invece una serie di ibridi tridimensionali che formalmente sono riconoscibili come rose; la loro epidermide non è vegetale, ma presenta una texture simile alla pelle umana, decorata con motivi tatuati di impronta girly, tra cui compare l’affermazione fuorviante: “I’m a Daisy”. Le rose non si limitano a essere oggetti animati, bensì agiscono in modo relazionale, scambiandosi gesti affettuosi, baci e tenerezze. La loro coreografia ripetitiva di affettività umana che rimanda alla ricerca perenne di una comunità a cui appartenere spinge l’ibrido oltre la propria natura materiale, collocandolo in uno spazio liminale che l’intelligenza artificiale fatica a classificare e assimilare. Kamilia Kard (un’artista e accademica nata a Milano) esplora come l’iperconnettività e le nuove forme di comunicazione online abbiano cambiato e influenzato la percezione del corpo umano, dei gesti, dei sentimenti e delle emozioni. Lavora usando vari media, tra cui stampa, videogiochi, siti web, stampa 3D, performance e ambienti virtuali. Le sue opere sono state esposte in gallerie, festival e istituzioni a livello nazionale e internazionale. Ha un dottorato in Digital Humanities presso l’Università di Genova ed è professoressa di Realtà Virtuali e Paradigmi della Complessità presso l’Accademia di belle arti di Brera a Milano.