Abitare è essere ovunque a casa propria
Martedì 24 Marzo ore 18;00
24 marzo – 22 aprile 2026
Ciclo BaseTools
Via Palazzuolo N.87 A/R, Firenze
Base / Progetti per l’arte presenta martedì 24 marzo 2026 alle ore 18;00 il progetto concepito appositamente dall’architetto radicale Ugo La Pietra, dal titolo Abitare è essere ovunque a casa propria. Questo nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze all’interno del progetto Recreos, si configura come una presa di posizione critica rispetto all’uso inflazionato di termini quali “rigenerazione” e “riqualificazione urbana”. La mostra propone opere che mettono in discussione le dinamiche di progressivo sfruttamento commerciale degli spazi cittadini, sempre più sottratti alla loro funzione originaria di luoghi destinati all’incontro libero e alla costruzione di comunità. In questa prospettiva il lavoro di Ugo La Pietra assume un ruolo centrale, poiché da oltre cinquant’anni indaga il rapporto tra individuo e ambiente urbano, elaborando strategie di lettura critica e di riappropriazione dello spazio pubblico.
La mostra Abitare è essere ovunque a casa propria di Ugo La Pietra è caratterizzata da una serie di collage realizzati negli ultimi quindici anni, mai esposti prima, anche se recentemente raccolti nella pubblicazione La città senza morale, Edizioni Archivio Ugo La Pietra, 2022. Le opere presentate a Firenze – una combinazione di disegno, scrittura e immagine fotografica – vanno da L’interno verso l’esterno (2021) a Soggiorno urbano (2017), fino ad Aiuole per il verde (isola pedonale Paolo Sarpi) (2014). Si tratta di riflessioni che trovano il loro nucleo centrale in due analisi specifiche dedicate alla trasformazione dello spazio urbano e alla sua destinazione d’uso pubblico: Il mercato all’ingrosso (2014) e Milano: ristorante a cielo aperto (2024), quest’ultimo costituito da un’installazione composta da dieci pannelli. “Milano è l’unica città al mondo con un mercato all’ingrosso che occupa un intero quartiere del centro e che utilizza via Paolo Sarpi, oggi isola pedonale, per il carico e lo scarico delle merci”. Con queste parole l’artista denuncia una connivenza tra interessi economici, scelte politiche e nuove abitudini urbane legate ai flussi commerciali. A questa trasformazione La Pietra collega un’altra dinamica che segna la città contemporanea: la crescita incontrollata di ristoranti e dehors che occupano marciapiedi, piazze, portici e giardini, sottraendo progressivamente spazio al territorio collettivo. Da qui la definizione ironica e critica: “Milano: un ristorante a cielo aperto”. Queste ricerche rappresentano alcune delle più recenti esperienze di denuncia e decodificazione del territorio milanese, ma allo stesso tempo propongono una riflessione logicamente estendibile a molte città italiane sempre più orientate ad assecondare economie legate al turismo, tra cui anche Firenze. Tali indagini si inseriscono in piena continuità con la ricerca che caratterizza il lavoro di La Pietra fin dagli anni Sessanta, volta a ripensare il rapporto tra individuo, città e comunità. In mostra, non a caso accanto alle opere più recenti, è presente anche Attrezzature urbane per la collettività (1979), lavoro che rimanda alle numerose ricerche sugli orti urbani avviate alla fine degli anni Sessanta e a quelle sul Monumentalismo dei primi anni Settanta.
Tre film d’artista realizzati negli anni Settanta – proiettati in tre giorni differenti durante il periodo della mostra – completano il progetto per BaseTools a Firenze, condividendo alcuni strumenti tipici della pratica di La Pietra per analizzare e decodificare la città come sistema di comportamenti, segni e relazioni: Per oggi basta! (Il Commutatore), 1974; La riappropriazione della città, 1977; Interventi pubblici per la città di Milano, 1979. Attraverso questi lavori il cinema diventa per l’artista un dispositivo di osservazione critica dello spazio urbano, capace di registrare azioni, comportamenti e strategie di riappropriazione della città da parte dei suoi abitanti.
Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, Pescara, 1938; vive e lavora a Milano) è artista, architetto e teorico tra i protagonisti più influenti della ricerca italiana sul rapporto tra arte, architettura e spazio urbano. Fin dagli anni Sessanta la sua attività si sviluppa attraverso progetti, film, installazioni, disegni, pubblicazioni e interventi nello spazio pubblico che indagano il rapporto tra individuo e ambiente costruito e facendolo diventare uno dei protagonisti di quella che Germano Celant ha definito Architettura Radicale. Nel corso della sua carriera si è concentrato sui concetti di riappropriazione dello spazio urbano, abitare come pratica critica e sistema disequilibrante, proponendo strategie attraverso cui l’individuo può ridefinire il proprio rapporto con la città. Le sue opere sono state presentate in numerosi musei e istituzioni internazionali, tra Museum of Modern Art di New York; MAXXI, Roma; Centre Pompidou, Parigi; Museo MA*GA di Gallarate; CCA Canadian Centre for Architecture di Montreal; Museo del Novecento, Milano; ZKM, Karlsruhe. Ha partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1976, 1978, 1980), la Triennale di Milano (1968, 1972, 1979-80-81, 1993, 1996, 2007) oltre alla Biennale di Chateauroux, la Biennale di Shenzhen (2015) e la Biennale di Architettura di Chicago (2019), contribuendo al dibattito internazionale sul rapporto tra arte, architettura e spazio pubblico. Parallelamente alla pratica artistica, ha pubblicato numerosi saggi e volumi teorici sul rapporto tra progetto, città e comportamenti urbani, contribuendo in modo determinante allo sviluppo di una riflessione critica sull’abitare contemporaneo. È stato redattore di settore delle riviste “Domus”, “D’ARS” e “AU”. Ha animato e diretto: “In. Argomenti e immagini di Design”, “Global Tools”, “Progettare INPIÙ”, “Brera Flash”, Fascicolo”, “Area”, “Abitare con Arte”, “Artigianato tra Arte e Design”.
