BASE PROGETTI PER L'ARTE

DAVID TREMLETT

DUE PARETI

Inaugurazione: lunedì 30 settembre / ore 18
30 settembre / 20 novembre 2013 / mar-sab 18-20

BASE / Progetti per l’arte festeggia il quindicesimo anno di attività presentando un progetto di David Tremlett appositamente ideato per Firenze. L’opera site specific dal titolo “Due Pareti” è costituita da due nuovi wall painting a pastello che permettono una lettura inedita dello spazio espositivo, oltre ad aprire una riflessione su quale sia e su come è cambiato il ruolo del colore e del disegno nella cultura occidentale dalla preistoria ad oggi.
L’artista, famoso dalla fine anni settanta per le sue pareti pittoriche che evidenziano i limiti dell’architettura, rendendola al contempo rarefatta e sensibile, descrive il senso dei due ultimi wall painting pensati per BASE in questi termini: “Dopo qualche tempo nell’est asiatico, recentemente, i disegni sono emersi: Il disegno pensato in Giappone è quello a struttura verticale, il disegno orizzontale è quello concepito in Vietnam. […] Il disegno è spesso una risposta a ciò che appare di fronte all’artista (l’idea, il soggetto in questione), spesso l’anticipazione di qualcosa che sta per avvenire. Il mio lavoro insiste ripetutamente sul muro dell’architettura”. Il progetto evidenzia come l’interesse di Tremlett di indagare i codici dell’astrazione geometrica e i pattern decorativi sia sempre in funzione della relazione tra superficie, colore, contenitore architettonico e spettatore che lo fruisce, al fine di stabilire uno spazio mentale in dialogo con quello squisitamente fisico.

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David Tremlett (Cornovaglia, Inghilterra, 1945; vive e lavora in Inghilterra), sin dai suoi primi esordi nel clima concettuale alla fine degli anni sessanta, ha sviluppato un atteggiamento critico verso il linguaggio estetico modernista. I suoi studi nell’ambito della scultura lo portano a riflettere su questa pratica, attitudine che lo accompagna in tutto il suo percorso, fino a voler sostituire la solidità plastica dell’oggetto e la presenza concreta dei materiali con la visualizzazione del progetto e del processo realizzativo dell’opera. Nascono così le prime investigazioni sulla realtà che lo circonda e prendono forma le prime opere effimere realizzate con materiali trovati come chiodi, grasso e graffite. Invece, le fotografie, le installazioni sonore e i disegni lineari divengono il modo per testimoniare le osservazioni sui luoghi visitati in prima persona. Il viaggio, infatti, è per Tremlett alla base della vita e dell’arte, questa convinzione lo porta nel 1971 a intraprendere un cammino a piedi e in autostop da Londra verso l’Australia per ritrovare i suoi genitori. Le cartoline che spediva dai luoghi che attraversava costituiscono oggi l’opera presente alla fondazione Henry Moore di Leeds. La dimensione del viaggio come fattore di continue scoperte suggerisce all’artista di realizzare non la rappresentazione del paesaggio, ma l’esperienza dell’incontro con esso. Nel 1978 Tremlett realizza in Malawi il suo primo wall drawing individuando il proprio “stile” artistico nella tecnica del pastello applicato sulla superficie architettonica direttamente con le mani. Da quel momento le sue opere puntano a creare una nuova dimensione spaziale (un’architettura nell’architettura) esclusivamente attraverso forme bidimensionali e la liricità degli olii e delle terre che usa per la colorazione. Nei decenni successivi, in alcune opere, i segni di colore si mescolano alla presenza di frasi o parole, sottolineando così che i suoi lavori sono il frutto di riflessioni effettuate in studio. Tracce della memoria che, epurate da tutto ciò che poteva essere collaterale, diventano segni permanenti e concreti per future esperienze collettive.
Tra le sue numerose mostre personali in istituzioni museali internazionali si ricordano: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2006; Grenoble Museum, Grenoble, 2006; Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, Trento, 2001; P.A.C., Milano, 1993; Palais des Beaux Arts di Brussels, Bruxelles, 1990; Museum Saint Priest di Lyon, Lione, 1990; Centre Georges Pompidou, Parigi,1984.