BASE PROGETTI PER L'ARTE

ERWIN WURM

6 PROPOSTE (UNA SCULTURA SOCIALE)

27 maggio / 16 luglio 2010

BASE / Progetti per l’arte presenta un progetto di Erwin Wurm appositamente ideato per l’occasione dal titolo “6 proposte (una scultura sociale)”. La mostra riflette sull’incomunicabilità nell’era della comunicazione attraverso un cortocircuito tra affermazioni in contesti discordanti.
La nostra, oramai, è definita l’epoca della “modernità liquida” proprio perché è caratterizzata da una forte carica di accessibilità a tutte le informazioni in tutto il mondo, di qualsiasi tipo e in tempo reale. Tale potenzialità porta il singolo fruitore a parcellizzare le informazioni e a renderle inutili poiché tolte dal loro contesto perdono di significato, fino addirittura ad acquisire una forte vena di assurdità. Come accade spesso per le opere di Wurm anche in questo caso il progetto “6 proposte (una scultura sociale)” porta alle estreme conseguenze una semplice constatazione, la quale in questo caso riguarda la grande facilità di diffondere messaggi a tutti. Come afferma l’artista stesso: “Le frasi che si trovano iscritte sui muri di BASE sono state scelte da me in forte relazione alla attuale situazione politica italiana. Queste affermazioni derivano da un archivio di 44 testi raccolti da varie persone tutti riguardanti i pregiudizi più comuni della nostra società. Questo lavoro è stato realizzato con il giornale tedesco Die Zeit che ha pubblicato il 27 novembre 2008 tutte le dichiarazioni su nove pagine inserendole nel suo normale impaginato.”

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Erwin Wurm (Austria, 1954; vive e lavora a Vienna) è uno degli artisti più interessanti a livello internazionale perchè ha riformulato il concetto di scultura e di performance. Il suo lavoro si afferma al grande pubblico già dalla fine anni ottanta con la serie dal titolo “One Minute Sculpture”. Queste immagini fotografiche colgono sé stesso o i suoi modelli in pose inattese ottenute dal mettere in relazione il corpo umano con oggetti di uso quotidiano a portata di mano, spingendo lo spettatore a mettere in discussione la definizione stessa di opera d’arte. Queste opere nascono dal tentativo dell’artista di trovare il “percorso più breve” per creare una scultura che viene contraddetta dal suo manifestarsi attraverso l’immagine fotografica che rende un atto performativo momentaneo durevole nel tempo. Il suo lavoro tratta di temi inerenti alla paura della morte, alla difficoltà di comunicare con l’altro e al dramma della perdita di memoria, ma affrontati con una forte carica ironica che rende la sua riflessione artistica inaspettata, non retorica e un mezzo per vedere la realtà quotidiana da una prospettiva totalmente inedita. Recentemente, per continuare in questo suo intento, Erwin Wurm ha lavorato su una serie di “macchine grasse” sculture che sono “automobili gonfie e obese, sono sculture a grandezza naturale come sacchi riempiti superando il limite della loro possibilità”.