BASE PROGETTI PER L'ARTE

FRANCO VACCARI

COL TEMPO

Inaugurazione: venerdì 17 gennaio / ore 18
17 gennaio / 20 marzo 2014

BASE / Progetti per l’arte inaugura venerdì 17 gennaio 2014 alle ore 18,00 un progetto di Franco Vaccari dal titolo Col tempo appositamente ideato per lo spazio non profit di Firenze che quest’anno compie il suo sedicesimo anno di attività. La mostra Col tempo è costituita da una griglia geometrica per la lettura elettronica posta su una parete, una fotografia modificata tratta dall’album di famiglia dello stesso artista e da una speciale edizione del Bar Code, in cui la presenza di libri d’artista realizati da lui in vari decenni concede una prospettiva illuminante al titolo del progetto. Gli elementi descritti si pongono tra loro in apparente contrasto per stimolare e analizzare l’incontro, in tempo reale, tra lo spettatore, artista e il mondo.

Il progetto di Franco Vaccari per BASE è un evento importante perché testimonia che la sua lunga e proficua ricerca, conosciuta a livello internazionale dagli anni settanta proprio per la riflessione sui codici del mezzo fotografico, non ha mai puntato a individuare uno “spazio di esposizione” o “di azione”, bensì un “luogo della relazione” tra segno e spettatore, tra opera e contenitore, tra memoria personale e quella collettiva. L’artista descrive questo suo intervento puntualizzando che: “Di solito il senso di quanto viene visto in una mostra (d’arte o fotografica) è in corrispondenza univoca col suo significato. Nel mio progetto, invece, i due aspetti sono disgiunti in quanto per accedere all’opera è necessario fotografare ciò che è esposto sul muro con un cellulare munito del programma per la lettura dei Quick response code 2D. Solo a quel punto l’autore dello scatto potrà leggere sul display la frase che è stata affidata a quel codice. […] L’improvviso apparire della scritta è sempre accompagnata da un effetto sorpresa. […] Inoltre, il brevissimo testo che deve essere scoperto con un atto tecnologico possiede in sé un carattere di novità proprio per la sua tonalità patetica, il quale aprirà l’attenzione su aspetti della vita che devono essere osservati da punti di vista differenti… soprattutto oggi nell’era della smaterializzazione del reale.”

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Franco Vaccari (Modena, 1936; vive e lavora a Modena) esordisce in campo artistico come poeta visivo dalla seconda metà anni sessanta dopo essersi laureato in Fisica. Il tema della traccia è quello che accomuna le sua intera ricerca e che lo porta a sperimentare differenti mezzi espressivi legati alle “nuove tecnologie”. La sua attitudine di pensare all’opera non come a una “forma progettata dall’artista”, ma ad un “processo innescato da esso” lo porta a realizzare azioni/eventi a cui assegna la denominazione di “esposizione in tempo reale”. Emblematica, a questo proposito, rimane la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1972 con un’opera che consisteva «[…] in una cabina Photomatic (una di quelle cabine per fototessere che si trovano nelle grandi città) ed una scritta in quattro lingue che incitava il visitatore a lasciare una traccia fotografica del proprio passaggio. Io mi sono limitato ad innescare il processo facendo la prima photostrip, il giorno dell’inaugurazione; poi non sono più intervenuto. Alla fine dell’esposizione le strip accumulate erano oltre 6000». Lavorare con la fotografia è sempre stato per lui un indagare le potenzialità di fruizione e di scoperta del reale più che l’effetto rappresentativo o mimetico in sé. Questo perché è sempre stato guidato da un interrogarsi sul ruolo dell’artista e sulle possibili relazioni interpretative tra l’opera e lo spettatore. Infatti, il suo lavoro risulta tangente a diverse aree di ricerca, ma quella che, forse ne esprime meglio il senso è la definizione di “realismo concettuale”. Vaccari ha sempre accompagnato l’attività artistica con la riflessione teorica pubblicando tra l’altro, “Duchamp e l’occultamento del lavoro” (1978), “Fotografia e inconscio tecnologico” (1979) e “Duchamp messo a nudo-Dai ready made alla finanza creativa” (2010). A tutt’oggi ha realizzato 40 “esposizioni in tempo reale ,“ una quindicina di video presentati nel 2003 al Festival del Cinema di Locarno e 25 “libri d’artista “. Oltre a quella del 1972, ha partecipato, sempre con sale personali, alle Biennali di Venezia del 1980 (“Esposizione in tempo reale n. 19. Codemondo”) e nel 1993 (“Esposizione in tempo reale n. 21. Bar code – Code bar”).