BASE PROGETTI PER L'ARTE

GIANNI CARAVAGGIO

SOTTO LA SUPERFICIE, LA VERITÀ DELLA CONCRETEZZA DOVE VAI VIA DALLA LUCE MIA MENTRE ATTENDO UN MONDO NUOVO

Inaugurazione: giovedì 18 aprile / ore 18
18 aprile / 31 maggio 2013 / mar-sab 18-20

BASE/ Progetti per l’arte presenta la mostra di Gianni Caravaggio appositamente concepita per l’occasione. Il titolo della mostra è ispirato dall’insieme dei titoli dei singoli lavori in relazione alla loro visione concreta che forma un’unica epifania che esclude ogni bisogno di aggiungere qualcos’altro, una spiegazione. Come l’artista stesso ha descritto: il senso dell’immagine che intendo proporre da qualche tempo in sostanza non è una lettura ne tanto meno un consumo istantaneo ma l’iniziazione nella e dell’immaginazione di chi guarda. In questo senso i tre lavori che sono costituiti da tre atti formano uno scenario: “Sotto la superficie, la verità della concretezza dove vai via dalla luce mia mentre attendo un mondo nuovo”.

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Mi sembra inestricabile quello che qui, con una riflessione analitica, si potrebbe suddividere in esperienza fisica, evocazione immaginativa e senso morale. Evitando di essere pretestuoso nel circoscrivere l’esperienza fisica e l’evocazione immaginativa che sono il principio dell’immagine intesa come iniziazione immaginativa, ovvero come atto demiurgico, quello che dovrebbe sembrare strano è che essa, l’immagine, predispone un senso morale.

Ogni opera d’arte nella sua essenza (quando ne ha) è una proposizione di un mondo nuovo. Questa proposizione è sostanzialmente l’atto creativo che dona all’osservatore. In realtà, quell’atto apparterrebbe già all’osservatore e, a sua insaputa, è come se si ricordasse di esso. L’osservatore non fruisce l’opera nel senso comune ma compie un atto demiurgico per iniziarla. L’immagine è quella che si lascia iniziare, tutto il resto è perso per la nostra immaginazione. Allora sembra che perforare una foto di un cielo con un cuneo di marmo, togliersi dal taglio d’ombra (incarnato da una scultura quasi malleabile di marmo statuario e bardiglio imperiale) come lo chiedeva Diogene ad Alessandro Magno e l’attesa che possa piovere così che l’acqua piovana sia condotta da dei tubi d’alluminio verniciati nei tre colori principali che Beato Angelico ha usato nei suoi affreschi nelle celle della chiesa di San Marco per inumidire un cumulo di un misto di gesso, farina e di alcuni semi, possa produrre l’immaginazione di uno scenario di tre atti demiurgici che si propone come scenario di tre atti morali.

In cosa consiste questa morale?

Lo saprai quando nasce in te com’è nato in me, osservatore.”

Gianni Caravaggio, (Rocca San Giovanni, 1968) vive e lavora a Milano a Sindelfingen (Germnaia). Insegna Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Nel 2002 ha ricevuto il premio Fondo Speciale PS1 Italian Studio Program e nel 2005 il premio Castello di Rivoli e il premio Allinovi. Le sue mostre personali si sono tenute a Milano, Pesaro, Torino, Amsterdam, Duesseldorf e Tokyo come la mostra personale al Castello di Rivoli per il premio Castello di Rivoli e la mostra “Scenario” alla collezione Maramotti” e ha partecipato a numerose esposizioni collettive a livello nazionale e internazionale come”Leggerezza” alla Lenbachaus di Monaco di Baviera, la Biennale di Mosca e la Triennale di Izmir. Nel 2011 è coideatore, con Federico Ferrari, della mostra “Arte Essenziale” tenutasi alla collezione Maramotti di Reggio Emilia e alla Kunstverein di Francoforte. Per la fine del 2013 terrà una mostra personale al Musée d’art Moderne di Saint Etienne.