BASE PROGETTI PER L'ARTE

INGO SPRINGENSCHMID

NO ON

Inaugurazione: mercoledi’ 21 marzo alle ore 18
21 marzo / 10 aprile 2000

Base conferma l’attitudine all’indagine di territori ben noti alla scena artistica internazionale ma poco conosciuti o rappresentati in Italia, proponendo la mostra personale dell’artista austriaco Ingo Springenschmid (Salzburg,1942).
Nell’installazione creata per Base, Ingo Springenschmid, usa dei caratteri tipografici in legno e una traccia di inchiostro colata in un plexiglas trasparente.
I caratteri compongono le scritte speculari NO e ON che non hanno apparente significato ma lette di seguito creano la parola NOON (mezzogiorno, in inglese).
Questa diviene una citazione dal poeta Jean Paul (1763-1825) – di cui è in corso una pubblicazione curata dall’artista – che considerava il mezzogiorno l’ora più buia, la più notturna, il vuoto assoluto.

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In contrasto con l’apparente non significato di ON e NO, la simulazione NOON indica una stasi, ma anche similitudine temporale e identificazione irreale (la traccia d’inchiostro aggiunta ne è un’allusione). Questo progetto rappresenta per l’artista uno sviluppo ulteriore di un modulo creato nel 1992 in occasione della mostra personale al Künstlerhaus Palais Thurn und Taxis di Bregenz “HAUS MITTAG UNTERTAG”, del frattale “VON AN ZUVOR” realizzato nella Galleria Awangarda di Wroclaw nel 1997 e della scritta “ENTLANG DER MITTE” realizzata sempre alla Künstlerhaus Palais Thurn und Taxis, nel 1998.

Alla base del mio progetto c’è il carattere tipografico che in quanto oggetto si sottrae a qualsiasi significato e interpretazione. Esso diviene l’oggetto di partenza del mio lavoro. Nell’installazione gli “oggetti” N e O formano una costante e attraverso il loro riflettersi e specchiarsi producono un codice simultaneo, che nel sottrarsi a ogni comunicazione, rappresenta in fondo un’antinomia formale.
La reciproca e esplicita rappresentazione su due livelli, con l’obiettivo della determinazione delle costanti, mette in luce la sparizione del parallelismo concetto – mezzo.
Questa conformità della non-conformità è nascosta e allo stesso tempo introdotta solo dalla combinazione, dal collegamento immediato dei due protagonisti alfabetici. Attraverso la divergenza dei segnali (FUNZIONE) la costruzione esperisce quella differenziazione spaziale minima, quella gradazione e sfumatura che non risulta affatto dalla costruzione e dalla sua rappresentazione visiva -tre linee e un ovale-. Risultato: uno scambio di piani che di volta in volta, attraverso il pre-ordinato e il pre-posto come ‘dietro’, viene relativizzato come post-ordinato e post-posto in quanto ‘avanti’.
Ciò che agisce come anagramma sul piano della negazione – dell’astratto (RISULTATO) NO e dell’altrettanto astratto (MEZZO) ON – continua a rimandare all’impossibilità della raffigurabilità – cioè del non disegnabile – delle due costanti. Il risultante NOON (dato dal processo di collegamento NO-ON) e il gesto manuale equivalgono a un abisso totale.
Jean Paul (1763-1825) (su alcuni aspetti della sua opera è in corso una pubblicazione dell’artista) considerava il Mezzogiorno l’ora più buia, la più notturna, il vuoto assoluto. In contrasto con l’astoricità del NO e in contrasto con l’ON, raffrontato a sistemi di relazioni, la simulazione NOON significa stasi, ma anche similitudine temporale e identificazione irreale (la traccia d’inchiostro aggiunta ne è un’allusione).
La sequenza letterale NOON contiene e estingue dunque coerenza e antagonismo in eguale misura.
La mostra di BASE rappresenta per me un ulteriore sviluppo del modulo creato nel ‘92:HAUS-MITTAG-UNTERTAG (Mostra al Palais Thurm und Taxis, Kunstlerhaus Bregenz) e del frattale VON AN ZUVOR (Galleria Awangarda, Wroclaw 1997). Ingo Springenschmid, Bludenz / Marzo 2000