BASE PROGETTI PER L'ARTE

MIRCEA CANTOR

“Fire Doina”

Inaugurazione sabato 25 giugno 2022 / ore 17 – 20
25 giugno 2022 / 10 settembre 2022

Base / Progetti per l’arte di Firenze presenta sabato 25 giugno 2022, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 la mostra “Fire Doina” di Mircea Cantor costituita da opere inedite realizzate negli ultimi due anni. Un’installazione video realizzata pochi giorni prima con dei soldati in Romania, un poema trasferito sul muro, un intervento sulle vetrine,  un altro intervento che mira a collegare le due stanze dello spazio, un video girato all’inizio della pandemia sulle sponde di un mare.

Il progetto che Mircea Cantor ha ideato appositamente per Base a Firenze è il frutto di una risposta al contesto di agitazione che la società europea sta passando da due anni, ma che sono il culmine di una lunga “crisi di sistema”. Allo stesso tempo questa mostra, la prima che l’artista realizza a Firenze dopo averne studiato a lungo le opere e la storia, nasce dal ripensare all’attuale influenza che l’arte del passato ha in un mondo globale e digitale. A questo proposito Mircea Cantor alla domanda se la sua ricerca possa essere interpretata come arte politica, in quanto una riflessione sul ruolo della scultura o come dei gesti di attivismo lui risponde: “Io non critico, non sono un’attivista. Io sono un’artista e faccio poesia per far emergere l’elemento straniante di certi comportamenti sociali e l’imprevedibilità dei fatti… voglio mettere al centro delle mie opere la necessita interiore del fare, l’azione e non la causa o l’effetto.” In questa osservazione possiamo ritrovare la volontà dell’artista, di origine Rumene e che vive da tanti anni a Parigi, di non voler separare l’attenzione dei fatti della realtà da una necessaria riflessione sulla ragione d’essere dell’arte in tutte le sue epoche. La convivenza di questi due aspetti, apparentemente antitetici, sono utilizzati da Cantor per indagare quale possa essere il ruolo di responsabilità che deve assumere sia l’artista che lo spettatore oggi. .

“Fire doina” è una installazione site specific composta da elementi separati e autonomi che si fondono assieme per creare un paesaggio unico ed inedito. Elemento comune delle opere è che sono realizzate dall’inizio della pandemia fino a poche settimane fa – quando ha realizzato in Romania il video che porta il titolo della mostra – oltre ai vari interventi nello spazio che stabiliscono un dialogo di tipo corale. Come sottolinea l’artista stesso: “La linea rossa che collega le due opere video e gli altri interventi site specific è l’idea dell’abbandono. Nel video “Fire doina” è come se lo spettatore fosse abbandonato in un bosco, ma anche avvolto dalla canzone che i soldati suonano. E’ una canzone talmente radicata nella storia della identità nazionale rumena che è stata iscritta nel patrimonio mondiale Unesco. Il suono appare come una pausa nei tempi di guerra in cui non sappiamo cosa succede. Nell’altro video invece è una carta di credito che viene abbandonata, avvolta, ma anche travolta e trasformata dalle onde marine.” L’artista è come se suggerisse allo spettatore di abbandonarsi – per un cambiamento e una rinascita – al mondo naturale e mitologico dopo aver evocato le due grandi fonti di ansia che viviamo oggi come le guerre provocate dai nazionalismi e dalle potenze economiche e finanziare senza volto e identità, ma anche la solitudine provocata dalla pandemia e dai social media. Come l’artista stesso afferma: “l’idea di realizzare queste opere e questa mostra corrisponde al voler sottolineare la necessità della poesia in questi tempi di alta tensione.” Quello che l’artista vuol far emergere non è la poesia ma la sua necessità, approccio evidente in tutto il suo percorso costellato di opere che praticano e vivono il limite tra dramma e lirismo, aggressività e vulnerabilità, personale e collettivo, il confronto con il peso della storia e il vivere il presente.

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