BASE PROGETTI PER L'ARTE

NIELE TORONI

MA BASE, TA BASE, SA BASE,..

Inaugurazione: mercoledì 31 marzo, ore 18
31 marzo / 20 maggio 1999

“Ma Base, ta Base, sa Base…”, è il titolo della installazione appositamente progettata da Niele Toroni per questa sua prima mostra a Firenze.
Niele Toroni ticinese di nascita, risiede a Parigi fino dagli anni sessanta ed e uno degli artisti di ambito concettuale tra i più conosciuti internazionalmente. Ha partecipato alla Biennale di Venezia, a Documenta di Kassel e recentemente sue personali si sono tenute al Centre Georges Pompidou di Parigi, al Capc Musée di Bordeaux ed una, curata da Sergio Risaliti, é attualmente in corso al Palazzo delle Papesse di Siena. Dal ’59 Niele Toroni, porta avanti un lavoro che, pur non essendo collocabile nel Neoconcretismo, e neppure nel Concettualismo, ha molta attinenza con le due linee di ricerca, pur mantenendo un approccio metodologico ed una impostazione del tutto personale e inedita verso il suo fare arte, che si carica di componenti antroposociologiche e ideologiche.

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II suo lavoro si imposta come analisi della pittura che mette in discussione riducendo il suo processo ad una successione ritmica, svolta secondo una progressione geometrica, a intervalli regolari di 30 cm, di impronte di pennello (un pennello sempre uguale, n° 50, largo 50 mm) disposte su supporti bianchi, diversi per entità e dimensione (tela, carta, tela cerata, parete, suolo). Malgrado l’apparenza, per la quale il suo lavoro si presenta come legato all’esattezza (consiste, comunque, in un gesto manuale ripetuto ma irripetibile), in realtà esso offre infinite variazioni (nelle impronte, nella pressione della mano, nello spessore del pigmento). “L’impronta dice la materialità prima della pittura. E’ narrativa, racconta il procedimento elementare della sua realizzazione: il rapporto tra la mano e il pennello n° 50, e l’applicazione sul supporto, il segno oggettivo e il suo opposto sono confusi”. Così Yves Aupetitallot. Varia anche il colore delle impronte, secondo la scelta dell’artista che opera in un campo che può, praticamente, variare all’infinito. “Il mio scopo”, dichiara Toroni “non è stabilire delle verità. Preferisco mettere in dubbio l’evidente”. E propone il suo lavoro come pura pittura. Senza curarsi dei codici instaurati dal sistema dell’arte, egli ricerca, della pittura espressa nel suo gesto, la necessità organica, e ne analizza la struttura, i procedimenti, il modo di invadere spazi diversi caricandoli di connotazioni precise. Tende a rifondare il concetto stesso di pittura in termini di ripetizione e tautologia., Harald Szemann un altro critico che si è occupato del lavoro di Toronì, scrive: “Per parlare giustamente di questo lavoro si dovrebbe, come Gertrud Stein che dà di una rosa un equivalente letterario (A rose is a rose, is a rose, is a rose), contentarsi di ripetere: “la pittura è la pittura, è la pittura, e la pittura”, una tautologia inabissata·. E forse, di Gertrude Stein, Toroni trasferisce in pittura l’affascinante procedere per sintagmi (che si fanno pittorici). (Lara Vinca Masini)

Niele Toroni è nato nel Canton Ticino (CH) nel 1928, vive e lavora a Parigi.

Con la collaborazione della Fondazione Teseco per l’Arte di Pisa