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LUCA PANCRAZZI ha presentato la sera di lunedì 20 Dicembre nella sede fiorentina di
BASE una installazione dal titolo 85/00, FIFTEEN YEARS IN ONE NIGHT.
Questo progetto nasce come fase di ricerca sul paesaggio.
Il paesaggio di Pancrazzi è fatto di segni, di interventi saldati al contesto naturale,
che costituiscono ununità architettonica spontanea che unisce e segna senza
soluzione di continuità le città, tessendo una rete di urbanizzazione e di servizi su
tutti i territori, "sino ai confini delloccidente e oltre".
I segni della presenza di strutture di collegamento e di servizio sono visibili ovunque,
gli orizzonti dei paesaggi lungo le autostrade o le ferrovie portano con se queste tracce
come un arredo indispensabile che accompagna ritmicamente lo spazio tra un tunnel ed un
altro, tra un ponte ed un altro.
Attraversando il paesaggio in auto, in treno o in aereo partecipiamo alla folla di segni
che si spostano dentro canali preferenziali dove il tempo ha la stessa densità lungo
tutto il percorso.
Chi si muove sposta il paesaggio e ne coglie i segni più ritmici, così Pancrazzi in
questa mostra non cerca di decodificarli ma ne coglie la complessità riconoscendosi nella
bassa fedeltà dalla riproduzione e nelle infinite possibilità combinatorie.
SPACE AVAILABLE è il titolo originario dellopera, ma per questa serata particolare
sarà adottato un titolo speciale che ricorda linizio di questo work in progress
proprio nelle periferie di Firenze, quindici anni fa.
Da allora questo materiale in divenire prende corpo negli anni ed è divenuto
unopera autonoma presentata recentemente in forma di dia-proiezione, sempre diversa
e arricchita.
In questa occasione, per lo spazio di BASE Luca Pancrazzi ha trasformato la porta in
schermo di proiezione, creando un diaframma attraversabile che conduce come in una
metafora della visione da un fuori a un dentro e viceversa.
Insieme alle immagini lopera è composta di piccole frasi, testi, titoli che fanno
da didascalia sfalsata alle immagini e che vengono proiettate separatamente,
nellaltra saletta, costruendo un percorso parallelo, simmetrico ma sfalsato, come
dei sottotitoli non sincronizzati con le immagini.