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GERWALD ROCKENSHAUB
Beyond black
sabato 18 novembre 2006, dalle ore 18,00
18 novembre / 30 dicembre 2006
da martedì a sabato, dalle 17 alle 20 / 0-24 come vetrina
per appuntamenti telefonare: +39 3289627 778 / +39 3292298 348
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Gerwald Rockenshaub (Linz ,1952 - vive a Berlino) studia filosofia e psicologia all’Università di Vienna e contemporaneamente frequenta la School of Applied Arts. Dai primi anni ottanta fa parte del gruppo d’artisti che elaborano nuove forme analitiche di uso dello spazio. L’artista, spesso associato alla tendenza “Neo-Geo”, di cui ne dilata i confini, da sempre impiega gli oggetti prodotti industrialmente (freddi, impersonali e che suggeriscono un’utilizzabilità come cubi di plexiglas, oggetti gonfiabili in pvc, ponteggi mobili in alluminio) per definire un’organizzazione spaziale inedita di quel dato contenitore architettonico. I codici da lui usati sono quelli dell’astrazione geometrica ovvero campiture di colore piatto monocromo e una pratica costruttivista con cui definisce una variabilità infinita di articolazioni delle solite forme primarie. Con questi elementi crea di volta in volta come dei remix che sviluppandosi in una dimensione tridimensionale e installativa producono un vero e proprio percorso esperenziale da parte del fruitore nel white cube dello spazio dell’arte. Questo è ciò che accadeva con la sua mostra personale dal titolo "Sentimentale" alla Gam di Torino (2000) in cui un enorme parallelepipedo gonfiabile di plastica trasparente occupava tutta la sala e precedeva una tenda di plastica gialla rigida che conduceva il visitatore in uno spazio ulteriore diviso da una struttura in laminato utilizzabile dal visitatore come panca per sedersi. Da questo punto di vista era possibile osservare dei suoi quadri a parete: pezzi unici disegnati al computer e realizzati industrialmente su fogli di plastica adesiva incollata su metallo.
Ha rappresentato l'Austria alla 45a Biennale di Venezia nel 1993. "Funky Minimal", la mostra retrospettiva sul suo lavoro, si è tenuta all'Hamburger Kunstverein e al Centre d'art contemporain Le Consortium di Dijon, nel 1999. Recentemente grandi retrospettive sul suo lavoro si sono tenute alla Kunsthaus di Zurigo (2002) e al Mumok di Vienna (2004).
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