Per l'occasione, l'artista belga (1948) ha
concepito un progetto speciale per BASE in cui opere a se stanti (una delle quali inedita)
danno vita ad una combinazione unica in questo spazio.
"Le opere di Jan Vercruysse sono come parole in un discorso:
ognuna è unentità a se stante che insieme costruisce unaltra entità.
Le lettere sono - oggetti, immagini, tradizione, storia - ma che sottratte e manipolate,
hanno perso la loro funzione specifica, per assumerne unaltra. Sembra quasi che
lartista compia un processo di decostruzione e poi di costruzione (integrazione),
realizzato con lucidità e consapevolezza attraverso linteriorizzazione; "dove
interiorizzazione significa penetrare nellinteriorità di un evento in modo che
allintuizione appare chiaro il suo valore e la sua alterità". Questo
costruire, construire, attraversa orizzontalmente la poetica di Jan Vercruysse, è
un agire che porta alla conoscenza sua propria, libera da ogni imitazione, da ogni mimesis.
In questo fare arte, che si applica a
realizzare lirrealizzato, sta lesperienza estetica. Una delle possibili
esperienze estetiche.
La ripetuta trattazione del medesimo soggetto -
lartista belga esegue opere in cicli, in serie come Atopie, M, Tombeaux,
Les Paroles, financo ai Ritratti dellArtista - rende unico, diverso da
ogni altro, uguale a sé stesso, ogni lavoro che realizza (non era così anche per Cezanne
il Ritratto, lEstaque, La montagna Saint Victoire?).
Superfici specchianti, vetri opachi, legni
lucidati, i materiali che lartista utilizza rendono i lavori oggetti desiderati,
dove lanelito a possederli, rimane nellambito del desiderio. La perfezione
della forma, la compiutezza dellimmagine, avvolge in un insondabile mistero ciò che
si presenta ai nostri occhi".
Da:
Marcella Cangioli, Controfigura, Comune di Peccioli, 1997 |
| JAN VERCRUYSSE,
nato a Elisabethville (Congo Belga) nel 1948, vive e lavora in Europa.
BIBLIOGRAFIA
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Tazzi ].
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* Jan
Vercruysse / Portraits by the Artist / Yves Gevaert & Ludion, Ghent, 1998. [
Text by Pier Luigi Tazzi ].
* Jan
Vercruysse / Maggio 1998 / Galleria Gianluca Collica / Catania, 1998 [ Text by Giovanni
Iovane ]. |