BaseTools – video installation program
Giovedì 26 febbraio 2026: Stefania Galegati
Ciclo BaseTools
Via Palazzuolo N.87 A/R, Firenze
Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce nel percorso di riflessione sul concettò di comunità e di creazione di appartenenze, ma anche sull’idea di rigenerazione e riqualificazione di aree urbane per mezzo dell’intervento dell’arte.
Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce in un percorso di riflessione sul concetto di comunità e sui processi di costruzione di un senso di appartenenza, affrontando al contempo i temi della rigenerazione urbana e della riqualificazione dei territori attraverso l’intervento artistico.
Il programma prevede una serie di proiezioni video concepite come eventi singoli e site-specific, ciascuna accompagnata dalla presentazione di un manifesto realizzato appositamente per l’occasione. Ogni appuntamento sarà pensato come un momento autonomo e temporaneo, capace di attivare, di volta in volta, una diversa configurazione dello spazio, in dialogo con il contesto e con le pratiche degli artisti invitati, proponendo al contempo una riflessione critica sul formato espositivo tradizionale, oggi spesso ridotto a un’esperienza concentrata nel solo momento dell’opening.
Il progetto, nel mese di febbraio, coinvolge artisti che lavorano sul rapporto tra immagine in movimento, spazio sociale e costruzione di comunità. Le opere selezionate affrontano temi legati alla trasformazione dei territori, alle economie dell’attenzione e alle forme di relazione che attraversano oggi quegli spazi considerati di confine o liminali. Accanto alle proiezioni, un manifesto – prodotto per ciascun evento – fungerà da traccia visiva e concettuale del progetto.
Nella nuova dimensione itinerante di Base / Progetti per l’arte, ogni appuntamento attiverà una relazione differente tra video, spettatore e spazio, evidenziando il carattere processuale dell’iniziativa e la sua natura di piattaforma aperta. Con questo nuovo capitolo di BaseTools, Base prosegue la propria ricerca sulle pratiche artistiche come strumenti di relazione, formazione informale e costruzione di reti, riaffermando il ruolo dello spazio non profit come laboratorio attivo di confronto tra artisti, pubblico e città.
Stefania Galegati, per Base tools, presenta il video dal titolo L’isola deserta sez. Appennini e sez. Alpi (2026) che restituisce, attraverso la voce narrante dell’artista, i pensieri e i dialoghi emersi durante un laboratorio realizzato con un gruppo di donne detenute presso il carcere Pagliarelli di Palermo. Il progetto immagina un’isola deserta come spazio simbolico da cui ripartire, un luogo sospeso in cui riscrivere la propria storia attraverso pratiche artistiche e narrative. L’opera si configura così come un dispositivo di ascolto e restituzione. L’opera video si inserisce in un percorso più ampio avviato nel 2017 intorno al desiderio di ripensare simbolicamente l’Isola delle Femmine – un isolotto naturale al largo di Palermo – come dispositivo di riflessione su temi ecologici, sociali e di condivisione, ponendo al centro l’idea di riappropriazione collettiva. Stefania Galegati (Bagnacavallo, 1973; vive e lavora a Palermo) ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi, un gruppo di giovani artisti che viveva a Milano alla fine degli anni novanta. Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone. Ha esposto per la prima volta nel 1994 nello spazio milanese Viafarini. Nel 2003 ha vinto l’International Studio Program al PS1 MoMA di New York, dove ha risieduto sino al 2007. Nel 2008 si trasferisce a Palermo dove tutt’ora vive e insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 2024 vince il primo premio BPER di Arte Fiera, Bologna e il finanziamento della tredicesima edizione dell’Italian Council promosso dal DGCC con cui porta il progetto l’Isola delle Femmine in Indonesia e Tanzania.


