BASE PROGETTI PER L'ARTE

PATRICK TUTTOFUOCO

IT’S ALWAYS BEEN ABOUT TIME

Inaugurazione mercoledì 23 giugno / ore 17–20
23 giugno / 3 settembre 2021

La visita alla mostra è contingentata per rispettare le norme di sicurezza anti Covid-19. L’artista e il collettivo di Base saranno a disposizione durante l’orario dell’opening.

Base / Progetti per l’arte presenta mercoledì 23 giugno 2021, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, la mostra che l’artista Patrick Tuttofuoco ha ideato specificatamente per il luogo, fondato nel 1998, e in dialogo con il suo collettivo di artisti.

Il titolo It’s always been about time che Patrick Tuttofuoco ha ideato per la sua mostra nello spazio non profit di Firenze evoca immediatamente la centralità che ha per lui la riflessione sulla natura del tempo. Riflessione che prende le mosse dalle teorie scientifiche più recenti per arrivare ad abbracciare la dimensione umana in un modo inedito e ontologico. Tale progetto arriva dopo una gestazione di molti anni che lo ha portato più volte a ideare differenti possibilità di opere e interventi fino a trovare la sua forma ideale a partire da un dialogo recente con l’artista Remo Salvadori.

La mostra nasce dalla consapevolezza che l’incontro con la dimensione temporale è possibile solo e soltanto attraverso l’esperienza umana del corpo. La prima opera che il visitatore incontra nello spazio è una scultura che propone il ritratto di una donna dormiente che sembra emergere, solo parzialmente, da un blocco di metacrilato. La condizione del sonno, ultimamente, rientra spesso nel lavoro di Tuttofuoco proprio perché racconta un momento in cui la percezione della realtà è alterata nel suo rapporto con lo spazio e il tempo, tempo che così si dilata e si trasforma. Lo spazio di Base è poi caratterizzato dall’intervento con il neon dal titolo Space Time (Honolulu) con cui il fulmine non viene rappresentato nella sua intrinseca fugacità, ma è come catturato. E’ la rappresentazione dell’energia pura. E’ un istante dilatato all’infinito. Tale dialogo tra spazio, tempo e l’io è poi approfondito per mezzo della presenza dell’opera di Remo Salvadori Continuo Infinito Presente, che suggerisce invece l’idea di una ciclicità dell’esistenza, di un continuum, non solo temporale, ma fra tutti gli elementi presenti in un dato momento e in un dato spazio, ovvero nell’immanenza.

Le opere in mostra, pur nella loro autonomia, definiscono una dimensione unica, organica e altra. Dimensione che è il frutto di uno studio, ma anche di una nuova consapevolezza più fluida e non meccanicistica dell’idea di tempo. A questo proposito Tuttofuoco fa notare che “negli ultimi anni, gli scienziati, in particolare nell’ambito della fisica quantistica, stanno teorizzando che il tempo, nella sua dimensione fisica – la variabile t nelle equazioni – non esiste più, e’ distrutto. O meglio, è talmente diviso, caotico, parcellizzato anche nelle sue funzioni che sembra non avere più alcun senso. Ma se da un lato il tempo fisico è come imploso, rimane invece, insieme allo spazio, il riferimento principale della condizione umana, del nostro esistere nel mondo. L’uomo diventa così una sorta di macchina del tempo, lo genera nel suo susseguirsi di istanti, azioni ed eventi, e in questo modo ne determina l’esistenza, attraverso il ricordo e la memoria”. L’immagine del tempo attraverso l’uomo ha generato, nel lavoro di Tuttofuoco, delle forme in cui entra in gioco, in parte, la figura, ma che allo stesso tempo raccontano la percezione di un’entità temporale autonoma. La mostra si chiude su un disegno della serie Like They Were Eternal che sono scatti fotografici con cui, attraverso il corpo e la gestualità, ha ricostruito delle forme circolari che sono come degli Uroboro. Tuttofuoco stesso li definisce in quanto “forme che incarnano l’idea di ciclicità del tempo, l’assunto per cui l’uomo con il suo esistere diventa il tempo stesso”.

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