BASE PROGETTI PER L'ARTE

RICHARD LONG

A R N O A V O N

Inaugurazione: giovedì 7 dicembre / ore 18
7 dicembre / 10 febbraio 2017

BASE / Progetti per l’arte Arte, inizia il suo ventesimo anno di attività con un progetto di Richard Long – anno durante il quale sono in programma le mostre di Roman Ondak, Pierre Huyghe, Ryan Gander, Rossella Biscotti e Saadane Afif – presentando giovedì 7 dicembre dalle ore 18 la prima mostra di Richard Long a Firenze. Il progetto site-specific dell’artista Inglese, noto per il suo aver contribuito in maniera del tutto personale alla poetica della Land Art dagli anni Sessanta in poi, è stato concepito appositamente per lo spazio non profit di Via San Niccolò ed ha il titolo di A R N O A V O N.

A R N O A V O N è il nuovo intervento di Richard Long costituito da due “mud works” che caratterizzano in maniera inedita due pareti specifiche dello spazio di Base: un cerchio e un semi cerchio creati applicando il fango direttamente sul muro attraverso il solo uso delle mani. Il fango è uno degli elementi naturali costantemente presenti nell’opera di Long, ed è da lui ritenuto un ponte naturale tra l’acqua e la roccia. La fluidità di questo medium gli permette, cosi’, di disegnare forme geometriche attraverso gesti che distribuiscono il fango lungo le pareti dello spazio. E’ una pittura spontanea, che esplora le possibilità del disporsi della materia, ma anche che ne rivela l’energia intrinseca. Proprio come l’acqua di un fiume che fluisce verso il mare, cosi il fango fluisce dalle pareti verso il pavimento. Questa mostra e’ un omaggio all’Arno, il fiume di Firenze, che riporta nella mente dell’artista all’ Avon, il fiume che passa per la sua citta’ natale, Bristol, e con il cui fango l’artista ha lavorato moltissimo. L’uso di materiali locali e’ infatti una costante della pratica artistica di Long che lo avvicina ancor piu’ ai luoghi nei quali crea ed espone il suo lavoro. Come spiega lo stesso Long: “Ho sempre un’idea precisa della forma complessiva del lavoro, che è equilibrata dalla spontaneità dell’esecuzione. La velocità del gesto è importante perché è ciò che crea la traccia del getto, che mostra l’acquosità del fango, e l’acqua è il soggetto e l’oggetto principale di queste opere, mostrandone la natura. Sono interessato a questa tipicità della varietà cosmica: ogni pietra è diversa, come lo è ogni impronta delle dita, ogni nuvola, ogni getto, ogni camminata; e non si può entrare mai nello stesso fiume due volte”. L’artista riporta quindi nello spazio espositivo l’esperienza vissuta nel paesaggio, ricostruendo la sua relazione costante con la natura. Questa interazione è ricreata attraverso la gestualità del segno, proprio come avveniva nella pittura parietale preistorica, ed è testimonianza dell’aderenza radicale ai mezzi naturali e alla capacità di lavorare con il solo corpo umano.

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